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I vaccini antinfluenzali: cosa sono

I vaccini antinfluenzali: cosa sono

Quando arriva l’autunno si comincia a parlare di vaccini antinfluenzali, spesso però senza sapere precisamente di cosa si sta parlando.

I virus influenzali vanno analizzati sotto diversi punti di vista, dagli studi delle eventuali modifiche genetiche che possono rendere tali virus più pericolosi, a quelli sui metodi di monitoraggio. Nonostante l’enorme attenzione che i ricercatori provano a dedicare a questi agenti, c’è ancora molto da capire a riguardo.

Cos’è il vaccino antinfluenzale?

Il vaccino antinfluenzale in uso in Italia è definito trivalente, dato che al suo interno vi sono tre tipi di virus:

  • due di tipo A (H1N1 e H3N2)

  • uno di tipo B.

Esiste anche un vaccino quadrivalente che contiene due virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e due virus di tipo B.

I virus indeboliti e utilizzati all’interno dei vaccini, sono selezionati in base ai virus isolati durante il corso della stagione precedente.

Affidabilità ed effetti collaterali

Quando si parla di virus influenzali si tratta un argomento che ha molti aspetti da analizzare, da quelli più scientifici sugli studi delle eventuali modifiche genetiche che possono rendere tali virus più pericolosi, a quelli sui metodi di monitoraggio. Nonostante ciò, c’è ancora molto da capire riguardo questo agente patogeno che è causa dei più ricorrenti sintomi stagionali.

Efficacia, affidabilità ed effetti collaterali

L'efficacia dei vaccini antinfluenzali è direttamente correlata alla corrispondenza tra i virus di cui sopra e quelli attualmente circolanti, che possono anche essere diversi, perché tendono spesso a rimescolarsi e a mutare di anno in anno.

La qualità dei vaccini viene controllata lungo tutto il corso della loro formulazione, da prima dell’immissione in commercio e dopo. Al fine di essere ritenuti validi, inoltre, è d’obbligo verificare che siano in linea con gli standard previsti dalle autorità internazionali (ovvero dall'Organizzazione Mondiale della Sanità) e, inoltre, in Europa, anche con i criteri dettati dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

Gli effetti indesiderati e collaterali esistono, ma non escludono per nulla l’effetto primario del farmaco utilizzato e che ha efficacia in tutte le persone a cui viene somministrato. Proprio per questo, molti medici sostengono che il vaccino antinfluenzale dovrebbe essere somministrato ai pazienti che soffrono di malattie croniche dell’apparato respiratorio, cardiopatie congenite, diabete e altre malattie metaboliche o che comportano una debilitazione del sistema immunitario, anche perché il rischio di gravi complicazioni in caso d’influenza (senza vaccinazione) è decisamente superiore all’eventualità di gravi effetti collaterali provocati dalla vaccinazione.

Se hai qualche dubbio oppure vuoi semplicemente approfondire l’argomento, contattaci. Il nostro team di professionisti è a tua totale disposizione.


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