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La sindrome della capanna dopo la quarantena

La sindrome della capanna dopo la quarantena

La quarantena ha segnato la vita di molti di noi, e alcuni si trovano adesso a dover affrontare la cosiddetta Sindrome della Capanna.

Nota tra gli addetti ai lavori anche Sindrome del Prigioniero, consta di uno stato di smarrimento accompagnato dalla voglia di rimanere al sicuro nel proprio rifugio.

Pare prenda questo nome dall’epoca della corsa all’oro, in America, durante la quale i cercatori erano costretti a trascorrere mesi all’interno di una capanna. Dovendo concentrare la loro attività in periodi dell’anno specifici, vivevano uno stato di isolamento al quale, a volte, seguiva una sorta di rifiuto di tornare alla civiltà, sfiducia nei confronti del prossimo, stress e ansia.

Sintomi

I sintomi più comuni sono:

  • tristezza, paura, angoscia, frustrazione;
  • difficoltà di concentrazione, scarsa memoria;
  • episodi di irritabilità;
  • astenia, spossatezza, difficoltà ad alzarsi al mattino, avere la necessità di riposare spesso;
  • demotivazione.

Non viene considerata come un vero e proprio disturbo mentale, ma piuttosto come una condizione particolare, non ancora riconosciuta completamente a livello psicologico e scientifico, anche se pare che si sia già presentata in alcuni individui che, dopo un lungo ricovero, hanno sviluppato i sintomi di cui sopra.

Come uscirne

Tale sindrome dovrebbe scomparire o diminuire nel tempo con il normalizzarsi della vita quotidiana o con l’adattamento, ed è possibile attuare delle strategie per accelerarne il decorso:

  • Avere cura di sé: soddisfare i propri bisogni primari sempre e concedersi svaghi e piaceri relativi al proprio benessere.
  • Gestire al meglio il tempo ponendo in secondo piano pensieri e preoccupazioni.
  • Crearsi una routine giornaliera nella quale dare il giusto peso al tempo libero e all’esercizio fisico.
  • Se i sintomi della Sindrome della Capanna fossero accompagnati da disagi pregressi è bene cercare l’aiuto di un professionista: ricordiamo di non avere mai timore nel contattare uno psicologo, che può essere un valido aiuto anche in queste circostanze.

Se hai qualche dubbio oppure vuoi semplicemente approfondire l’argomento, contattaci. Il nostro team di esperti sarà felice di risponderti.


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